PASQUALE LUISO

Dale a tu cuerpo alegria Macarena
Dale Toro!

Come milioni di persone ogni mattina, prendo la macchina, rigorosamente in occhiali da sole per tentare di fuggire ancora un po’ alla luce del giorno, e mi metto in strada per andare al lavoro. Quando giro la chiave spero sempre che la radio mi proponga una bella canzone per iniziare al meglio la giornata, non so perché ma nella mia testa è come se la giornata iniziasse quando accendo la macchina, e non quando scendo dal letto e mi muovo come un bradipo per la casa.
A volte sono fortunato e trovo una bella canzone, qualcosa di carico, a volte la battuta di qualche speaker che mi ruba un sorriso, a volte purtroppo la pubblicità.
Questa mattina nessuna di queste tre… dagli autoparlanti usciva una canzone che descriverei con tanti aggettivi tranne che il bella, ma è riuscita comunque a strapparmi un sorriso.
Sentire Dale a tu cuerpo alegria Macarena mi ha fatto venire in mente i giocatori del Piacenza che ballavano dopo aver segnato mentre lo stadio Galleana (venne intitolato a Garilli successivamente) esplodeva di gioia e si muoveva a ritmo di musica.
Si, direi che per un malato di calcio come me é una cosa normale, la prima cosa che mi ricorda quella canzone non è un’estate al mare ma una squadra di calcio, e lui, l’uomo che con i suoi goal e le sue movenze dava il la a quelle esultanze a ritmo di musica: il toro di Sora, Pasquale Luiso.

In realtà lo stesso Pasquale ha attribuito l’idea di quell’esultanza al suo compagno di squadra Piovani ma era lui il bomber, quello che tutti i tifosi speravano facesse gonfiare la rete per vedere la squadra ballare. Luiso rimase a Piacenza per una sola stagione, abbastanza per essere ricordato per sempre da molti appassionati di calcio e dai tifosi biancorossi. Il toro di Sora, come era soprannominato, merita una pagina nella storia del calcio degli anni 90’ e non solo per l’esultanza fantasiosa ma per i suoi tanti goal, per lo storico cammino col Vicenza in Coppa delle Coppe e per quella rovesciata da manuale che regalò al Piacenza del mister Bortolo Mutti la vittoria per 3 a 2 sul Milan di Tabarez.
Un gesto tecnico da guardare in loop per minuti, un’idea ardita che ha portato ad un goal funambolico che i tifosi presenti allo stadio non potranno mai dimenticare.

Devo ammettere che da buon tifoso juventino non posso proprio non apprezzare un grandissimo goal segnato agli eterni rivali del Milan ma in questo caso andiamo addirittura oltre, perché è la favola di una squadra tutta italiana, di un allenatore che è alla sua prima esperienza nella massima serie e di un giocatore che ha fatto sognare i tifosi di squadre non blasonate ma che hanno scritto pagine di calcio vicine alle favole come il Vicenza nel ‘96/’97.
Ma questa è un’altra storia…

Crossatemi una lavatrice e colpirò di testa anche quella!

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