#FC: A BELGRADO È SUBITO DERBY – PART V

Ultimo giorno a Belgrado. L’indomani, infatti, partiremo all’alba per l’Italia, direzione Trieste. La sveglia riecheggia come un trapano: essendo l’ultimo giorno, quella appena trascorsa è stata l’ultima notte e non credo occorra aggiungere altro.
Ale ed io ci trasciniamo verso la stanza di Henry per svegliarlo, ma lo troviamo già vestito di tutto punto e pronto a uscire, mentre canticchia This is the rhythm of the night di Corona, residuo mnemonico della serata precedente. La prima tappa sarà Yugovinyl, non dopo esserci rifocillati con un’abbondante colazione, per poi raggiungere lo Stadio Omladinski, nel tardo pomeriggio, per l’ultima tappa calcistica nella Città Bianca: OFK Beograd contro FK Donji Srem, valevole per la prima giornata della SuperLiga serba 2012/2013.

Prendiamo il solito taxi, il negozio di dischi che cerchiamo non si trova in una zona facilmente raggiungibile da dove alloggiamo e le nostre condizioni psico-fisiche non sono certo delle migliori. Arriviamo davanti a quello che appare come un minuscolo negozio di paese, anche piuttosto fatiscente ma, aperta la porta, ci viene svelato un mondo di meraviglie. Ci tuffiamo tra i vinili, che possiamo ascoltare liberamente da impianti davvero stupendi dislocati nella stanza. I due ragazzi che gestiscono questo piccolo gioiello dedicato alla musica sono molto simpatici e producono una rakija davvero ottima, che servono ai clienti mentre ascoltano i dischi, scegliendo quelli da acquistare.

Ci serve la prima grappa posandola su un triangolo di stoffa rossonera. Solleviamo i bicchieri ed ecco il cimelio: un gagliardetto del Milan originale, risalente al 1968/69. Questo da dove arriva? Domanda emozionato Ale. Me l’ha regalato mio nonno. Lui è sempre stato milanista. Tifava Stella Rossa, ovviamente, ma ha sempre simpatizzato per il Milan. Risponde uno dei due ragazzi.E’ stupendo. Replico. Sì, è stupendo. Aggiunge Ale. Il ragazzo dev’essersi commosso per i nostri occhi pieni d’amore. Mio nonno mi ha sempre detto che si può tifare per una squadra solo se si vive in quella città, altrimenti si è dei semplici simpatizzanti. Prendetelo voi, tenetelo voi, è giusto che sia nelle mani di veri milanisti, io non me ne faccio granché… lo uso come sottobicchiere, è un peccato. E’ stato un gesto davvero meraviglioso. Tralascio le scene di ringraziamento, la pila di dischi che Henry ha acquistato e le nostre condizioni alla quarta Rakija nel primo pomeriggio, dopo una serata piuttosto pesante.
Breve tappa in albergo per rinfrescarci e lasciare acquisti e regalo ricevuto in camera e via, nuovamente in taxi a causa della distanza che ci separa dallo Stadio dell’OFK Beograd.

Omladinski fudbalski klub Beograd significa Squadra giovanile di calcio di Belgrado, nome assegnato al Club, in ultima analisi, nel 1957, dopo esser stato alternativamente BSK Belgrado e Metalac Belgrado. E’ una squadra storica del calcio jugoslavo, vincitrice di ben cinque titoli nazionali negli anni ’30 e di quattro Coppe di Jugoslavia a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. In Europa si ricorda, invece, una semifinale di Coppa delle Coppe nel 1962-63 contro il Tottenham, di cui Henry è tifoso dagli anni ’70.
Sfideranno il neo promosso Fudbalski klub Donji Srem, squadra di Pećinci, municipalità della provincia di Vojvodina. Inizialmente Borac Pećinci, è una società che non ha mai ottenuto grandi risultati. Solo nel 2009, infatti, si è guadagnata la promozione nel Campionato serbo del distretto di Vojvodina, per poi salire nel 2010/11, per la prima volta, nella Serbian First League – la serie B serba – ottenendo, contro ogni pronostico, la prima storica promozione in SuperLiga. Noi assisteremo al suo esordio ufficiale nella massima serie.
L’Omladinski Stadion – Stadio dei Giovani – è uno stadio piccolo ma ricco di fascino. Ha una capacità di 19.100 spettatori ed è compreso tra gli alberi del bosco di Zvezdara e i palazzi di Karaburma, un sobborgo residenziale di Belgrado, tra i più popolosi della città. Arriviamo con un buon anticipo per acquistare qualche ricordo: felpa, t-shirt e maglietta della storica semifinale di Coppa delle Coppe che ho regalato a mio fratello.
Ci sediamo al bar e ordiniamo una birra. Mi spiace, non serviamo alcolici quando ci sono le partite, in questo bar vengono anche i giocatori prima della partita e la Federazione non autorizza la vendita di alcolici per evitare che gli atleti cadano in tentazione. La ragazza del bar non aveva neanche terminato la spiegazione che ecco sbucare dal pullman tutto il Donji Srem, che si siede proprio alle nostre spalle. Salutiamo educatamente e scambiamo quattro chiacchiere con un certo Milan – senza neanche farlo apposta – Milutinović, cui auguriamo le migliori fortune per l’esordio. Segnerà al novantesimo l’1 a 0 che regalerà la vittoria al FK Donji Srem Pećinci.


Facevamo il tifo per i ragazzi di Karaburma, ma abbiamo portato fortuna ai loro avversari, facendo trionfare il romanticismo. E’ stata l’unica spiegazione che siamo stati in grado di darci.
Un’altra giornata magica a Belgrado, purtroppo l’ultima di questo viaggio che ci vedrà rientrare in Italia, passando da Trieste per omaggiare la tradizione al Caffè Tommaseo, il più antico della città, luogo impregnato dei burberi sorsi del Paròn Rocco, in cui riecheggiano i versi di Umberto Saba, grande appassionato di calcio:

Anch’io tra i molti vi saluto, rosso-
alabardati,
sputati
dalla terra natia, da tutto un popolo
amati.
Trepido seguo il vostro gioco.
Ignari
esprimete con quello antiche cose
meravigliose
sopra il verde tappeto, all’aria, ai chiari
soli d’inverno.

Le angoscie
che imbiancano i capelli all’improvviso,
sono da voi così lontane! La gloria
vi dà un sorriso
fugace: il meglio onde disponga. Abbracci
corrono tra di voi, gesti giulivi.

Giovani siete, per la madre vivi;
vi porta il vento a sua difesa. V’ama
anche per questo il poeta, dagli altri
diversamente – ugualmente commosso.

[Squadra Paesana, Umberto Saba. “Parole”, 1934]

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