GLI SCANDALIZZATI

http://coleface.com.au/point-of-sale-coleface-and-uniden-getting-a-closer-customer-experience-with-acrylic-and-acetate-displays/ Tutte le squadre di calcio, le più grandi in particolare, hanno nei loro tifosi l’elemento caratterizzante. Come le etnie ogni tifoseria ha una ben precisa fisionomia o al contrario è la squadra stessa a suggerire i comportamenti al tifoso. Le sue conquiste e le sue vittorie, quando ci sono, determinano gli umori che nel tempo diventano radicali, inestirpabili e si trasformano in una sorta di codice genetico.

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http://beachgroupcommercial.com/?kachalka=come-funziona-la-piattaforma-etoro-per-il-trading-binario&419=91 Non casualmente la società risiede a Torino, una città per certi versi tenebrosa, sede della più grande azienda italiana e cosa ancor più gravosa è storicamente legata alla dinastia dei Savoia. Pertanto il clima aristocratico che si respira a fior di pelle nella città testimonia un ben radicato diritto di priorità che è anche il limite di chi pretende anziché dover lottare per giungere ad un traguardo. Un grande italiano, Ennio Flaiano, ha scritto che “gli italiani corrono sempre in aiuto del vincitore”, giusto se non ci si vuole troppo bene, se si ha il coraggio di liberarsi dalla retorica, di qualunque genere, politico e letterario.

http://www.siai.it/?ityies=opinioni-operatori-opzioni-binarie&51f=7e grafici valute tempo reale Il tifoso juventino è un massimalista, poco incline all’autocritica, si scandalizza se qualcuno osa obiettare, criticare o comunque ridimensionare il suo status, sempre.

http://gsc-research.de/gsc/research/hv_berichte/detailansicht/index.html?tx_ttnews[tt_news]=77015 Riesumare lo scandalo che ha condotto la Juventus addirittura in serie B è del tutto ininfluente, ma quanto avvenuto ha scatenato lo spirito revanscista, se non vendicativo, dei tifosi Iuventini, che attraverso i padri si è riversato sui figli. Oggi abbiamo falangi di tifosi giovanissimi estasiati per le recenti vittorie, ebbri di una supremazia per loro soltanto teorica ma che il tifo trasforma in un’autentica proprietà.

rencontre serieuse gratuite belgique Opcje binarne Vincitori per sempre, vincitori di tutto, questa è la sintesi della filosofia che in genere attanaglia oggi il tifoso della squadra torinese. Curiosamente molti suoi tifosi risiedono al sud dell’Italia e la società stessa ha sempre avuto nelle sua fila giocatori meridionali, applicando una sorta di populismo autocratico. So di toccare un nervo scoperto, ma se i sostenitori juventini di origine meridionale sapessero a quali e quanti soprusi i Savoia hanno sottoposto il meridione ne sarebbero sorpresi. In questa forma di bulimia da vittoria si esclude che qualcosa possa cambiare, che la Juventus possa addirittura non vincere talvolta lo scudetto, nessuno prima d’ora in Italia aveva vinto sei scudetti consecutivi dando per scontata la vittoria nel campionato in corso. E la rincorsa al traguardo della Champions League è il prossimo obiettivo della società, con i tifosi in ansia per le difficoltà oggettive che tale traguardo comporta.
L’attitudine tirannica della società torinese e di chi la dirige, in campo sportivo si intende, è già fortemente provata dalle recenti delusioni legate al ruolo subalterno della Ferrari, costretta a raggiungere almeno il podio senza averne la certezza. In tal caso il tifo assume altri connotati, il tifoso juventino diventa di fatto un giudice severo, il solo ad avere il diritto di esserlo. Si riscontra infatti da qualche settimana un certo malcontento, “la squadra non gioca bene” si dice, occorre cambiare, il pragmatico Allegri, che in due anni ha vinto due scudetti e raggiunta una finale di Champions League, non riscuote la simpatia della maggioranza dei sostenitori juventini. Una situazione davvero singolare, inedita: la sua supremazia viene messa in dubbio. La squadra ha già 7 punti sulle inseguitrici, è in corsa nella Champions League, ma i suoi sostenitori sono insoddisfatti, turbati dalla remota eventualità che la squadra non raggiunga gli obbiettivi minimi, in realtà si pretende che la Juventus vinca tutto, dovunque e comunque. Un atteggiamento puerile, tipico di chi è abituato a togliersi ogni capriccio senza dannarsi, solo per diritto di appartenenza. Ecco, in tal caso emerge la fragilità di chi senza merito, riferito ai tifosi, non alla società che ne ha molti, pretende con ferocia infantile che i suoi desideri vengano appagati.
Che vi sia malcontento tra i sostenitori di squadre blasonate temporaneamente in disarmo, come Inter e Milan, non è solo logico, è inevitabile, che dovrebbero fare? Bruciare la città in un movimento di sollevazione, suicidarsi in massa annegando nei navigli? Niente di tutto questo, semplicemente perché chi è interista o milanista ha vissuto splendori e miserie della sua squadra con gioia e disappunto, con competenza, passione e un attaccamento che non si è mai trasformato in un transfert freudiano, in una rivincita su quanto di sgradevole propone talvolta l’esistenza.La stessa cosa vale per i tifosi di Firenze, Bologna, Genova e Palermo, lasciando da parte la demagogica esaltazione delle società di provincia, che se davvero vincessero sempre sarebbe la morte del calcio, come spettacolo e come business. Quanto alle squadre Romane e al Napoli non resta loro che sfogliare il loro palmares, scarni alberelli dai pochi rami, sommando le loro vittorie non si arriva ad un terzo di quelle milanesi singolarmente. Gonfiate dal giornalismo sportivo nella disperante ricerca di antagoniste della Juventus, Roma, Napoli e Lazio arrivano puntualmente seconde, perché comunque mettere assieme una squadra vincente è un compito a dir poco arduo e non casualmente Milano e Torino rappresentano i poli economici del paese, perché e di show business che si tratta, questo almeno in Italia.
Ma a Torino risiede anche la società calcistica che porta il nome della città, non è sorprendente scoprire che i tifosi del Torino sono più numerosi nel perimetro cittadino di quelli juventini, che sono al contrario sparpagliati lungo l’intera penisola a dimostrazione che l binary optionen no deposit bonus a Juventus rappresenta uno stato d’animo, una volontà unta a desiderio, mentre la sua dirimpettaia ha un legame diretto con la città stessa, ne è una parte essenziale e per questo la si ama. Quanto ai tifosi juventini e ed il loro disagio di fronte alla loro squadra vincente di professione non resta altro che sperare che una possibile sconfitta, non disfatta, si trasformi in un’occasione terapeutica, che permetta loro di maturare un amore più sereno, senza che si debbano consumare vendette o legittimare comunque una superiorità che in fondo non riempie la pancia, perché è nell’alternanza che una società civile da il meglio di se, altrimenti dovremmo parlare di tirannia, a chi giova?
Tuttavia Marotta, general manager della Juventus, ha opzionato il portiere del Milan Donnarumma, affermando che negli ultimi 20/30 anni la porta della Nazionale è stata difesa da un giocatore della Juventus, pertanto si concretizza un diritto inalienabile, quello di pretendere i migliori giocatori sulla piazza per diritto di casta, quel giocatore è bravo? Il migliore? Allora la Juventus ha il diritto di averlo, qualcuno osa affermare il contrario? Io si.

Autore

Adriano de Carlo
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