GLI SCANDALIZZATI

Tutte le squadre di calcio, le più grandi in particolare, hanno nei loro tifosi l’elemento caratterizzante. Come le etnie ogni tifoseria ha una ben precisa fisionomia o al contrario è la squadra stessa a suggerire i comportamenti al tifoso. Le sue conquiste e le sue vittorie, quando ci sono, determinano gli umori che nel tempo diventano radicali, inestirpabili e si trasformano in una sorta di codice genetico.
Essendo la Juventus la società più blasonata, ma solo in Italia, le caratteristiche dei suoi sostenitori evidenziano alcuni elementi indiscutibili: c’è, nei suoi supporter, la ferocia dei vincitori per questioni dinastiche, uno status mai conquistato, ottenuto per discendenza. Non casualmente la società risiede a Torino, una città per certi versi tenebrosa, sede della più grande azienda italiana e cosa ancor più gravosa è storicamente legata alla dinastia dei Savoia.

Pertanto il clima aristocratico che si respira a fior di pelle nella città testimonia un ben radicato diritto di priorità che è anche il limite di chi pretende anziché dover lottare per giungere ad un traguardo. Un grande italiano, Ennio Flaiano, ha scritto che “gli italiani corrono sempre in aiuto del vincitore”, giusto se non ci si vuole troppo bene, se si ha il coraggio di liberarsi dalla retorica, di qualunque genere, politico e letterario.

Il tifoso juventino è un massimalista, poco incline all’autocritica, si scandalizza se qualcuno osa obiettare, criticare o comunque ridimensionare il suo status, sempre. Riesumare lo scandalo che ha condotto la Juventus addirittura in serie B è del tutto ininfluente, ma quanto avvenuto ha scatenato lo spirito revanscista, se non vendicativo, dei tifosi Iuventini, che attraverso i padri si è riversato sui figli. Oggi abbiamo falangi di tifosi giovanissimi estasiati per le recenti vittorie, ebbri di una supremazia per loro soltanto teorica ma che il tifo trasforma in un’autentica proprietà.

Vincitori per sempre, vincitori di tutto, questa è la sintesi della filosofia che in genere attanaglia oggi il tifoso della squadra torinese. Curiosamente molti suoi tifosi risiedono al sud dell’Italia e la società stessa ha sempre avuto nelle sua fila giocatori meridionali, applicando una sorta di populismo autocratico. So di toccare un nervo scoperto, ma se i sostenitori juventini di origine meridionale sapessero a quali e quanti soprusi i Savoia hanno sottoposto il meridione ne sarebbero sorpresi.

In questa forma di bulimia da vittoria si esclude che qualcosa possa cambiare, che la Juventus possa addirittura non vincere talvolta lo scudetto, nessuno prima d’ora in Italia aveva vinto sei scudetti consecutivi dando per scontata la vittoria nel campionato in corso. E la rincorsa al traguardo della Champions League è il prossimo obiettivo della società, con i tifosi in ansia per le difficoltà oggettive che tale traguardo comporta.
L’attitudine tirannica della società torinese e di chi la dirige, in campo sportivo si intende, è già fortemente provata dalle recenti delusioni legate al ruolo subalterno della Ferrari, costretta a raggiungere almeno il podio senza averne la certezza. In tal caso il tifo assume altri connotati, il tifoso juventino diventa di fatto un giudice severo, il solo ad avere il diritto di esserlo. Si riscontra infatti da qualche settimana un certo malcontento, “la squadra non gioca bene” si dice, occorre cambiare, il pragmatico Allegri, che in due anni ha vinto due scudetti e raggiunta una finale di Champions League, non riscuote la simpatia della maggioranza dei sostenitori juventini.

Una situazione davvero singolare, inedita: la sua supremazia viene messa in dubbio. La squadra ha già 7 punti sulle inseguitrici, è in corsa nella Champions League, ma i suoi sostenitori sono insoddisfatti, turbati dalla remota eventualità che la squadra non raggiunga gli obbiettivi minimi, in realtà si pretende che la Juventus vinca tutto, dovunque e comunque. Un atteggiamento puerile, tipico di chi è abituato a togliersi ogni capriccio senza dannarsi, solo per diritto di appartenenza. Ecco, in tal caso emerge la fragilità di chi senza merito, riferito ai tifosi, non alla società che ne ha molti, pretende con ferocia infantile che i suoi desideri vengano appagati.
Che vi sia malcontento tra i sostenitori di squadre blasonate temporaneamente in disarmo, come Inter e Milan, non è solo logico, è inevitabile, che dovrebbero fare? Bruciare la città in un movimento di sollevazione, suicidarsi in massa annegando nei navigli? Niente di tutto questo, semplicemente perché chi è interista o milanista ha vissuto splendori e miserie della sua squadra con gioia e disappunto, con competenza, passione e un attaccamento che non si è mai trasformato in un transfert freudiano, in una rivincita su quanto di sgradevole propone talvolta l’esistenza.

La stessa cosa vale per i tifosi di Firenze, Bologna, Genova e Palermo, lasciando da parte la demagogica esaltazione delle società di provincia, che se davvero vincessero sempre sarebbe la morte del calcio, come spettacolo e come business. Quanto alle squadre Romane e al Napoli non resta loro che sfogliare il loro palmares, scarni alberelli dai pochi rami, sommando le loro vittorie non si arriva ad un terzo di quelle milanesi singolarmente. Gonfiate dal giornalismo sportivo nella disperante ricerca di antagoniste della Juventus, Roma, Napoli e Lazio arrivano puntualmente seconde, perché comunque mettere assieme una squadra vincente è un compito a dir poco arduo e non casualmente Milano e Torino rappresentano i poli economici del paese, perché e di show business che si tratta, questo almeno in Italia.
Ma a Torino risiede anche la società calcistica che porta il nome della città, non è sorprendente scoprire che i tifosi del Torino sono più numerosi nel perimetro cittadino di quelli juventini, che sono al contrario sparpagliati lungo l’intera penisola a dimostrazione che la Juventus rappresenta uno stato d’animo, una volontà unta a desiderio, mentre la sua dirimpettaia ha un legame diretto con la città stessa, ne è una parte essenziale e per questo la si ama.

Quanto ai tifosi juventini e ed il loro disagio di fronte alla loro squadra vincente di professione non resta altro che sperare che una possibile sconfitta, non disfatta, si trasformi in un’occasione terapeutica, che permetta loro di maturare un amore più sereno, senza che si debbano consumare vendette o legittimare comunque una superiorità che in fondo non riempie la pancia, perché è nell’alternanza che una società civile da il meglio di se, altrimenti dovremmo parlare di tirannia, a chi giova?
Tuttavia Marotta, general manager della Juventus, ha opzionato il portiere del Milan Donnarumma, affermando che negli ultimi 20/30 anni la porta della Nazionale è stata difesa da un giocatore della Juventus, pertanto si concretizza un diritto inalienabile, quello di pretendere i migliori giocatori sulla piazza per diritto di casta, quel giocatore è bravo? Il migliore? Allora la Juventus ha il diritto di averlo, qualcuno osa affermare il contrario? Io si.

7 Commenti

  1. Interessante disamina. A me sembra però che tendiamo sempre un po’ a nasconderci dietro un dito. Qui si parla di atteggiamento ma sembra che dimentichiamo un fatto ineluttabile per tutti gli altri tifosi e considerato inesistente per gli juventini. La società Juventus ha una storia di superiorità determinata anche e soprattutto da un potere politico esercitato negli anni con una punta massima raggiunta nel periodo di calciopoli. Io sono del 66 e da sempre la Juventus è invischiata come minimo in situazioni poco chiare con gli arbitri. Vogliamo parlare di Umberto Agnelli presidente della federcalcio, della primavera dell’Inter schierata a Torino per protesta? Vogliamo parlare delle sviste di Lo Bello e le discussioni con Rivera ? Il gol di Turone, il rigore non dato a Ronaldo e quanti episodi come minimo oscuri. Fino ad arrivare alla gestione Moggi condannata da più tribunali. Ridotta ad un paio d’anni di purgatorio con uno scudetto ritirato e un altro assegnato all’Inter. Poca cosa rispetto a quello che è successo in quel periodo davvero imbarazzante. Come imbarazzante è che mostrino ancora gli scudetti come se niente fosse. Imbarazzante che la stampa sia sottomessa e imbavagliata (con pochissime eccezioni – ormai sempre meno). Vogliamo parlare della farmacia in casa Juventus ? dell’ostentazione della vittoria anche dopo la tragedia come all’Heysel. Resta l’oggi ? Non c’è nemmeno più bisogno di Moggi. Sono forti – è vero – ma non più di Roma e Napoli secondo me. Però le partite allo Stadium sono tutte una passeggiata in carrozza, salvo qualche eccezione. Ah – adesso si dice – come osi gridare al complotto ! Perdi e quindi ti lamenti. Si dicevano le stesse cose nell’era Moggi. Le stesse identiche cose. E’ un’epoca diversa ? Sì finchè qualcuno non scoperchierà il pentolone di un campionato che ha perso credibilità e dove troppo squadre hanno rendimenti diversi secondo chi incontrano. Avete visto la Sampadoria contro la Juventus ? L’avete vista poi contro Roma e Milan ? Legittimata a giocare con le riserve a Torino col plauso di opinionisti a senso unico. Il problema Juventus è la cartina di tornasole di di un problema paese. Incapace di liberarsi dallo zerbinismo di elezione. Qui sono d’accordo con lei. Famiglie e potenti per diritto divino. Noi abbiamo dei finti democratici che ci fanno lezioni di etica sportiva e che ogni volta che lasciano l’Europa (sempre e rigorosamente giornalisticamente a testa alta) si scandalizzano con il sistema. La Juventus non è giudicabile in Italia sportivamente parlando. Troppo falsato il clima. Troppo accondiscendente l’avversario. Troppo schierata la comunicazione. Quando parliamo della Juventus dovremmo avere il coraggio di dire questo quando è vero.

    • Barton sai sapendo di mentire…….il gol di Turone,Carlo Sassi ammise dopo oltre 20 anni che le immagini furono manipolate da Roma dove c’era Martino che in seguito diventato parte della A.S.Roma.Il rigore di Ronaldo,prima devi segnarlo e secondo pareggiavi,ti faccio presente che in quella partita l’Inter effettua il primo tiro in porta su punizione al 75esimo,Heysel non rispondo. Farmaci in casa Juventus: Il 29 marzo 2007, dopo innumerevoli rinvii, si conclude finalmente il processo alla Juventus. Con una mossa a dir poco sconcertante il pm Guariniello, sconfitto in sede d’Appello, aveva deciso di fare ricorso in Cassazione. Raro che un pubblico ministero prosegua fino al terzo grado dopo una sentenza di piena assoluzione.
      In sintesi, la Suprema Corte respinge il ricorso per quanto riguarda la somministrazione di eritropoietina: il fatto non sussisteva e continua a non sussistere.
      Vogliamo parlare dei caffè di Helenio Herrera quelli del periodo 1964-66 biennio d’oro per i nerazzurri,non devi rispondere a me ma Ferruccio Mazzola
      Scandali? ti invito a leggere ……IMBROGLI E AFFARI COI PALLONARI-BABY
      Milano,gennaio 1981.L’Inter viene autorizzata dalla Figc a rappresentare l’Italia al “mundial Infantil de Football” in Argentina,in un torneo calcistico riservato ai baby-calciatori nati entro il 1967 (cioè under 14) e sponsorizzzato dalla Coca-Cola.Al torneo mondiale,che si gioca dal 16 gennaio al 4 febbraio,partecipano 24 squadre americane,asiatiche e europee.
      In Argentina i tredicenni dell’Inter si fanno valere,al punto che arrivano in finale.E allo stadio Monumental di Buenos Aires,il 4 febbraio,ai rigori dopo i tempi supplementari,i baby-nerazzurri battono i boliviani dell’Academia Tahuichi,e vincono il primo mondiale calcistico per ragazzini.
      La vittoria dei baby-interisti viene celebrata dai giornali sportivi nostrani come la conferma che il calcio italiano è comunque ai vertici del mondo.E in questo caso è anche un commovente esempio di sportività:”Per me non è importante che l’Inter sia diventata campione”,dichiara infatti l’allenatore della squadra Mario Meneghetti,”l’importante è che abbia partecipato a questo torneo,e che i nostri ragazzi abbiano fraternizzato con tanti coetanei di diverse parti del mondo”.Per l’Interbaby è un vero trionfo,perchè un suo giovane-Massimo Ottolenghi,che le cronache sportive definiscono “il centro propulsivo e il motore dei nerazzurri”-ha vinto con 8 gol pure la classifica dei cannonieri.
      I campioncini interisti tornano in Italia con la Coppa mondiale,ma qualche giorno dopo un giornale scopre gli altarini.Il capocannoniere del torneo-che la società nerazzurra ha presentato ufficialmente come “Massimo Ottolenghi,nato a Limbiate (Milano) il 29 marzo 1967 è in realtà il quindicenne Massimo Pellegrini,nato a Frascati (Roma) il 15 gennaio 1966.In pratica,l’Inter ha schierato un giocatore quindicenne con false generalità di un tredicenne (che è rimasto in Italia),e grazie a lui,capocannoniere,ha vinto il torneo.Una truffa che ha dell’incredibile.
      Il consigliere delegato della società nerazzurra Sandro Mazzola ammette l’imbroglio,ma si giustifica dicendo che quella di barare sull’età dei giocatori “purtroppo è un’abitudine in tutto il mondo,e chi è senza peccato scagli la prima pietra”;ma qui c’è anche lo scambio di persona…Il responsabile del settore giovanile dell’Inter,Mario Fiore,dice che in Argentina “c’era un’altra squadra,di cui non vogliamo fare il nome,che ha giocato con elementi sicuramente fuori età”.Ma lo scambio di persona? E’ un fatto increscioso,ammette Fiore,che però non investe la responsabilità della società,ma solo del settore giovanile.In Argentina i giornali scrivono di “truffa italiana”,e il Mundialito under 14 viene ribattezzato “scandalito”.
      La Sampdoria non schiera la squadra migliore contro la Juventus? Se avesse schierato la squadra migliore quante possibilità di vincere avrebbe avuto con il rischio di infortuni e squalifiche. La partita successiva gioca dopo 3 giorni contro l’Inter e vince.
      Concludo dicendo che la frattura tra tifoserie bianconere e nerazzurre è insanabile,per voi noi saremmo sempre disonesti anche quando DelPiero segna uno spledido gol a Milano su punizione all’incrocio dei pali avete cercato ombre arbitrali per offuscare quella magia,il pallone messo li è stato DelPiero e non un arbitro.
      Ti saluto cordialmente
      Emmanuele

    • Bartok tu menti sapendo di mentire……la protesta del 61 figlia di un invasione di campo pacifica.
      Il gol di Turone dopo oltre 20 anni Carlo Sassi ammise chele immagini fruono taroccate da Martino che anni dopo diventa parte integrante della A.S.Roma.
      Rigore di Ronaldo,primo devi segnarlo,secondo pareggi e terzo resti dietro in classifica,inquella partita l’inter fa il primo tiro in porta al 75esimo-
      La farmacia della Juventus- Il 29 marzo 2007, dopo innumerevoli rinvii, si conclude finalmente il processo alla Juventus. Con una mossa a dir poco sconcertante il pm Guariniello, sconfitto in sede d’Appello, aveva deciso di fare ricorso in Cassazione. Raro che un pubblico ministero prosegua fino al terzo grado dopo una sentenza di piena assoluzione.
      In sintesi, la Suprema Corte respinge il ricorso per quanto riguarda la somministrazione di eritropoietina: il fatto non sussisteva e continua a non sussistere.
      Vogliam parlare dei caffè di Helenio Herrera? Non devi rispondere a me ma a Ferruccio Mazzola ex Inter.
      Scandali internazionali-Milano,gennaio 1981.L’Inter viene autorizzata dalla Figc a rappresentare l’Italia al “mundial Infantil de Football” in Argentina,in un torneo calcistico riservato ai baby-calciatori nati entro il 1967 (cioè under 14) e sponsorizzzato dalla Coca-Cola.Al torneo mondiale,che si gioca dal 16 gennaio al 4 febbraio,partecipano 24 squadre americane,asiatiche e europee.
      In Argentina i tredicenni dell’Inter si fanno valere,al punto che arrivano in finale.E allo stadio Monumental di Buenos Aires,il 4 febbraio,ai rigori dopo i tempi supplementari,i baby-nerazzurri battono i boliviani dell’Academia Tahuichi,e vincono il primo mondiale calcistico per ragazzini.
      La vittoria dei baby-interisti viene celebrata dai giornali sportivi nostrani come la conferma che il calcio italiano è comunque ai vertici del mondo.E in questo caso è anche un commovente esempio di sportività:”Per me non è importante che l’Inter sia diventata campione”,dichiara infatti l’allenatore della squadra Mario Meneghetti,”l’importante è che abbia partecipato a questo torneo,e che i nostri ragazzi abbiano fraternizzato con tanti coetanei di diverse parti del mondo”.Per l’Interbaby è un vero trionfo,perchè un suo giovane-Massimo Ottolenghi,che le cronache sportive definiscono “il centro propulsivo e il motore dei nerazzurri”-ha vinto con 8 gol pure la classifica dei cannonieri.
      I campioncini interisti tornano in Italia con la Coppa mondiale,ma qualche giorno dopo un giornale scopre gli altarini.Il capocannoniere del torneo-che la società nerazzurra ha presentato ufficialmente come “Massimo Ottolenghi,nato a Limbiate (Milano) il 29 marzo 1967 è in realtà il quindicenne Massimo Pellegrini,nato a Frascati (Roma) il 15 gennaio 1966.In pratica,l’Inter ha schierato un giocatore quindicenne con false generalità di un tredicenne (che è rimasto in Italia),e grazie a lui,capocannoniere,ha vinto il torneo.Una truffa che ha dell’incredibile.
      Il consigliere delegato della società nerazzurra Sandro Mazzola ammette l’imbroglio,ma si giustifica dicendo che quella di barare sull’età dei giocatori “purtroppo è un’abitudine in tutto il mondo,e chi è senza peccato scagli la prima pietra”;ma qui c’è anche lo scambio di persona…Il responsabile del settore giovanile dell’Inter,Mario Fiore,dice che in Argentina “c’era un’altra squadra,di cui non vogliamo fare il nome,che ha giocato con elementi sicuramente fuori età”.Ma lo scambio di persona? E’ un fatto increscioso,ammette Fiore,che però non investe la responsabilità della società,ma solo del settore giovanile.In Argentina i giornali scrivono di “truffa italiana”,e il Mundialito under 14 viene ribattezzato “scandalito”.
      Heysel……
      Sampdoria -possibilità aveva la Samp di vincere a Torino col rischio di squalifiche o infortuni? La scelta ha premiato il mister perché tre giorni dopo batte l’Inter
      Lo sai che l’Inter detiene un record difficilmente battibile: l’Inter non ha subito rigori per 100 partite consecutive
      I media troppo schierati? Partita di andata Inter-Juventus Kedira fermato con un fallo da rosso di Medel dopo 2 minuti per un fuorigioco inesistente,rigore di Santon su Bonucci e rigore di Handanovic su Kedira al 93esimo tu di tutto questo hai visto programmi fiume in tv?
      Citando Baruch Spinoza ho l’impressione che tu e il papà di Lapo seguiate la cieca obbedienza del tifo che non dubita mai delle proprie opinioni allontanandosi sempre più dalla verità.
      Cordialmente
      Emmanuele

  2. Lapo se c’è un complessato quello sei tu. Non accetti le vittorie della Juve per rabbia mai sopita.

  3. e ti pareva non arrivasse il gobbetto di turno (Enzo) a ribattere con una sintesi approfondita le tesi della disanima……

  4. Caro Adriano leggere un tuo articolo è sempre un arricchimento. Condivido in toto i concetti da te espressi l’arroganza juventina l”ho vissuta sulla pelle quando ai tempi della grande Inter con i miei amici seguivano la squadra in trasferta e a Torino dovevi stare attenta a cosa dicevi e come ti comportavi perché li rischia vi !
    L’arroganza appartiene a chi non è in grado di confrontarsi a discutere con persone che hanno idee differenti e purtroppo il dopo Juventus – Inter ne è la dimostrazione.
    Ti auguro tanto bene e che al piu presto possa tornare ai tuoi splendidi “battibecchi “con Micheletti

  5. Ciao Lapo volevo ricordarti che nel quinquennio postcalciopoli la Juventus non vinceva e non mi pare che i tifosi Juventini manifestassero atteggiamenti che ricorda tuo padre.Evidentemente nelle sconfitte siamo tutti uguali mentre non siam uguali nelle vittorie perché,se escludiamo il grande Torino, vincere per 5(forse 6) anni consecutivamente non è riuscito ancora a nessuno e di conseguenza non abbiamo un parametro di confronto. Noto che rispetto al periodo prima si calciopoli gli argomenti non cambiamo c’è sempre una velata polemica nelle vittorie della Juventus si evocano addirittura i Savoia.Lapo con te ho parlato varie volte e abbiamo trovato anche dei punti d’incontro,per esempio io sono d’accordo con te sull’uscita di Elkan,poteva evitarsela sicuramente non aiuta alla crescita del dibattito sul calcio.E anche vero che se ammettessimo che ci possa essere una squadra che vince sul campo senza se e senza ma miglioreremmo il dibattito sul calcio. Con amicizia Emmanuele

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