#FC: A BELGRADO È SUBITO DERBY – PART IV

Arriva il Taxi. Stadion Careva Ćuprija, grazie. Come scusate? Stadion Careva Ćuprija, lo Stadio del Fudbalski klub BASK (Beogradski akademski sportski klub).
Il taxista prende un navigatore satellitare, digita una serie di tasti in cirillico ed esclama: ho capito! Sono di Belgrado, faccio il taxista da trent’anni e nessuno mi aveva mai chiesto di andare in quella zona. Non sapevo neanche che ci fosse uno Stadio.
E’ uno stadio da tremila posti, in erba sintetica, molto ben curato, vicino a un bell’albergo a quattro stelle e a un campo di pallamano. E’ uno stadio piccolo, il BASK è una società che milita nella Seconda divisione – la nostra Serie B – del calcio serbo, ma è una Società fondamentale per il Calcio Jugoslavo: è la prima e ha un legame profondo anche con l’A.S. Roma, anche se lo conoscono in pochi. SK Soko, questo era il nome della polisportiva che per prima fondò una squadra di calcio a inizio Novecento. Il 18 aprile 1903, per l’esattezza, l’Associazione Ginnastica SK Soko fondò il club: oh, mio Dio! Abbiamo fondato un club, e nessuno ha pensato a dargli un nome, pare abbia esclamato Ljubomir Jovanović, tornato a casa dopo aver presieduto l’Assemblea.
Al termine della seconda seduta, infatti, il 18 aprile 1903, fu accettata la sua proposta di chiamare il primo Club calcistico del Regno di Serbia, Soko. E’ vero, il Bačka Subotica è stato fondato nel 1901, ma all’epoca faceva parte dell’Impero austro-ungarico. Divenne BASK (Beogradski akademski sportski klub) il 3 dicembre 1931, quando il Re Alessandro I cominciò a promuovere il Club in tutto il Paese, obbligandolo, però, a cambiare il nome che non si doveva più confondere con altri gli sport. Si chiamava ancora Soko all’inizio della Prima Guerra Mondiale, quando molti calciatori sostituirono la palla con il fucile.

Per una serie di eventi casuali, dopo il ritiro dell’esercito serbo attraverso l’Albania, un folto gruppo di soldati-calciatori dell’allora Soko, finirono a Roma, in esilio. Il desiderio di tornare a giocare a calcio fu subito molto forte, così decisero di unirsi a un club locale, la Pro Roma, fondando una sezione speciale denominata Soko Pro Roma che cominciò subito a giocare partite contro altri club italiani.

Nel 1918, mentre la Guerra volgeva al termine, si giocò la Coppa della città di Roma, tra tutte le squadre della Capitale. La Soko Pro Roma le vinse tutte, anche la finale del 16 Giugno 1918 in Piazza di Siena e così la bandiera del Regno di Serbia volò alta nel cielo della Capitale. Dušan Elezović, Pavle Bajić, Brana Veljković, Jug Nikašinović, Miloš Simović, Milan Miodragović, Svetozar Popović- Kika, Denić, Pavle Lukićević and Živojin Simonović, sono alcuni dei nomi di quella squadra che, nel 1926, per volere del Regime Fascista, si dovette fondere con la Fortitudo, diventando Fortitudo Pro Roma che, a propria volta, nel 1927, si unirà all’Alba Roma e al Roman per fondare l’Associazione Sportiva Roma.

Ci dirigiamo verso gli spogliatoi perché vediamo che qualcuno ci sta lavorando, entriamo e ci troviamo di fronte ad una famiglia al completo, composta da madre, padre e figlio, che riordina divise, palloni e materiale vario e pulisce gli spogliatoi. Proviamo a comunicare, ma parlano solo serbo. Nonostante questo particolare non trascurabile, ci intendiamo. Il figlio sussurra qualcosa all’orecchio della madre che, prontamente, estrae tre maglie dalla pila appena riordinata e le porge a noi con un cenno del capo, che ricambiamo commossi. Non abbiamo capito nulla di quello che hanno detto, ma la loro gentilezza e il loro sorriso è valso più di mille traduzioni. Il padre sembrava meno d’accordo, ma la moglie non ha avuto esitazioni e, a Belgrado come a Zagabria, a decidere sono sempre le mogli.L’indomani ci aspetta la partita dell’OFK Beograd, una puntata da Yugovinil per comprare qualche disco e poi eccoci pronti a ripartire per Milano, con doverosa tappa a Trieste per un omaggio alla tradizione: Spritz Bianco al Caffè Tommaseo, il più antico della città, luogo impregnato dei versi di Umberto Saba e disegnato dai burberi sorsi del Paròn Rocco.

Autore

Tommaso Lavizzari
Fuori Campo

#FC: A BELGRADO È SUBITO DERBY – PART III

Champion of Yugoslavia 1997/98. Questa è la scritta che ci accoglie allo Stadio del Fudbalski Klub Obilić. Il Fudbalski Klub Obilić – o più semplicemente Obilić – è uno dei club della capitale serba, Belgrado, fondato nel 1924, gioca le sue partite interne nello Stadio Miloš Obilić, situato nella municipalità di Vračar, e deve il …

Fuori Campo

#FC: a Belgrado è subito derby

Dopo un’abbondante colazione, ci mettiamo in marcia verso Belgrado: tranquillo Tom, quando sei stanco ti diamo il cambio alla guida. Dieci metri dopo l’ingresso in autostrada russavano entrambi. Li sveglio quando ormai siamo in dirittura d’arrivo. Eccoci a Novi Beograd, la più grande periferia di Belgrado, dove dovremmo alloggiare per incontrare un amico di Henry. …

Fuori Campo

#FC: A BELGRADO È SUBITO DERBY – PART V

Ultimo giorno a Belgrado. L’indomani, infatti, partiremo all’alba per l’Italia, direzione Trieste. La sveglia riecheggia come un trapano: essendo l’ultimo giorno, quella appena trascorsa è stata l’ultima notte e non credo occorra aggiungere altro. Ale ed io ci trasciniamo verso la stanza di Henry per svegliarlo, ma lo troviamo già vestito di tutto punto e …

Fuori Campo

#FC: A BELGRADO È SUBITO DERBY – PART II

Scendiamo dal Taxi proprio di fronte al Marakana, come da accordi presi il giorno precedente, e il ragazzo del bar ci viene immediatamente incontro, ci abbraccia e ci presenta il suo amico Delije, che ci farà da Cicerone durante il nostro Tour privato dello Stadio e del più antico Museo dedicato a una squadra di …

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