CHE FIFA! Il BISCOTTO E ALTRE REGOLE

Domani la Fifa si riunirà per valutare l’idea di introdurre una clamorosa novità per i futuri campionati mondiali: la cosiddetta “regola anti-biscotto”, ovvero vietare i pareggi nei gironi di qualificazione. Questa nuova idea, che dovrebbe ipoteticamente prendere forma a partire dai Mondiali di Russia 2018, è solo una delle tante, forse troppe, novità che la Fifa sta ormai introducendo da anni. Parlo del passaggio da 4 a 6 arbitri, della moviola in campo (Video Assistant Referee, testato per la prima volta al mondiale per Club con non pochi problemi), della goal line technology, delle 4 sostituzioni. Una serie di innovazioni che, a mio parere, rischiano di portare il calcio in una dimensione diversa, più vicina all’NFL americana che al gioco di cui mi sono innamorato quando ero piccolo vedendo le giocate di Djorkaeff o le parate di Walter Zenga. Non chiamatemi conservatore, non lo sono affatto.
Credo nelle innovazioni, nella tecnologia e so bene, da interista, come ci si senta a subire dei torti arbitrali. Ma credo anche negli esseri umani e in un gioco bellissimo come il calcio che, da sempre, ha avuto le sue regole e tra queste il pareggio come risultato possibile. Cancellarlo, per quanto abbia fatto male in tante competizioni internazionali anche all’Italia (il famoso biscotto Svezia-Danimarca) significa cambiare lo spirito con cui si scenderà in campo e il modo di giocare. Le squadre piccole, probabilmente, tenderanno ancora più a chiudersi, mentre le grandi saranno incentivate ad attaccare. Insomma, l’inserimento di questa, come di tante altre regole, potrebbe togliere a questo gioco quell’imprevedibilità e quell’umanità, che hanno creato cose uniche, storiche e irrepetibili, anche se frutto di errori, come la mano de Dios di Diego Armando. Forse sono esagerato. Ma quando si vuole bene a una persona, la si accetta così com’è. E io che amo il calcio vorrei non cambiasse mai.
Quindi se la regola del biscotto sia valida oppure no, lo lascio decidere a voi. Così, giusto per pareggiare con la mia coscienza.

Autore

Riccardo Di Capua
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