Provaci ancora, Sam

Sidney Sam illustrato da Alessandro Pautasso

Il bello del calcio è che ti sconvolge con i suoi toni, i colori, le giocate improvvise di qualcuno che appena un secondo prima sarebbe potuto passare come il Signor nessuno del giorno. Eppure a volte quella stessa giocata illumina colui che la guarda, e la ammira, e pensa di colpo d’aver trovato il suo nuovo idolo. Che non è CR7 e magari nemmeno la Pulce, ma ti ha fatto di nuovo brillare gli occhi, perché poi a lungo andare si insinua dentro di te una sorta di assuefazione a “quei due lì” che in 10 giornate di campionato hanno già segnato 50 gol.

Qualche annetto or sono, quando ero ancora un giovincello di belle speranze, mi ritrovai a guardare annoiato una partita in tv. Quel giorno lì davano Bayer Leverkusen – Kaiserslautern. Diciamo non proprio il massimo della vita. Come d’incanto, quella partita fu scossa da una prodezza balistica che, in qualche modo, mi ricordò quella più famosa di Zizou Zidane proprio contro il Leverkusen, in quella famosa finale di Champions League. Fu in quel preciso istante che io ed il divano saltammo come se avessi strappato di forza l’anello del sedile eiettabile del mio jet militare supersonico. Quel che vidi apparve ai miei occhi come uno spettacolo. Un immenso spettacolo.

Subito pensai che un gol così, per quanto possa essere raro e per questo ancor più meraviglioso, non poteva essere stato realizzato dal giocatore della domenica, quello del tiro fortunato che “se ci prova altre cento volte non la becca più”. Soltanto uno con eccezionale talento avrebbe potuto fare un capolavoro di balistica e coordinazione simile. Fu così che scolpii nella mente quel nome, realizzando che magari un giorno avrebbe potuto giocare in Italia, e tornare buono per il fantacalcio.

Lui si chiama Sidney. Sidney Sam.

Sidney Sam illustrato da Alessandro Pautasso
Sidney Sam illustrato da Alessandro Pautasso

Forse il nome vi ricorda qualcosa; è uno dei tre giocatori dello Schalke 04 (allora allenato da Roberto Di Matteo) mandati fuori rosa per scarso impegno verso la fine della scorsa stagione assieme al meno noto Marco Hoger (successivamente reintegrato) ed al ben più famoso Kevin-Prince Boateng (poi licenziato dal club tedesco). Sidney è stato poi anch’egli reintegrato in rosa dopo diverse settimane di colloqui (e miriadi di scuse, nel mentre di un trasferimento all’Eintracht Francoforte saltato per presenza eccessiva di sangue nelle urine) con la dirigenza del club della Ruhr, promettendo di tornare ai livelli di Leverkusen che avevano convinto i blu di Germania ad investire su di un talento fantastico ma non ancora totalmente espresso. In patria viene paragonato a Robben, ed in effetti le sue giocate hanno qualche assonanza con il campione olandese. Quello che più piace del modo di giocare di Sam è la corsa, quel modo di accarezzare il pallone e calciare disegnando pennellate morbide ma decise verso il sette; la leggiadria del movimento insensibile all’intervento esogeno dell’avversario nel suo scorrere dalle fasce verso l’interno campo; e quella capacità di proporsi tra le linee, di essere rifinitore ed anche finalizzatore. In questo sa essere simile anche ad Hamsik, certe sue linee ricordano quelle dello slovacco. Un po’ come le madeleine per Proust. Insomma, un giocatore abbastanza completo da poter ambire a club più prestigiosi dello Schalke (senza nulla togliere ad Huntelaar e compagni). Forse ha ancora un po’ di strada di fare, il nazionale tedesco, però le skills sono promettenti ed è forse giunta l’ora della definitiva consacrazione.

Chissà, magari in Italia, così potrò realizzare il sogno di schierarlo nel mio centrocampo…

Aggiungi un commento

Your browser is out-of-date!

Update your browser to view this website correctly. Update my browser now